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Conferenza sulle applicazioni dell'albero di neem (Azadirachta indica)
Pubblicato Domenica 26 Settembre 2010 13:51

Mercoledì 29 settembre, alle ore 17.00, presso la sede di Via Livenza n. 6, i Dottori Stephen Andrew van der Esch e Fiorella Carnevali hanno illustrato le recenti "Applicazioni effettive e potenziali dell'albero di neem (Azadirachta indica) in medicina veterinaria ed umana". I due ricercatori dll'ENEA - C.R. Casaccia hanno sviluppato, nell'ultimo decennio, importanti applicazioni di sostanze naturali in veterinaria, giungendo anche al brevetto nazionale ed internazionale di un prodotto cicatrizzante a base di tali sostanze.

Resoconto dell'incontro 


L’ALBERO DEL NEEM – UN CUSTODE DELLA SALUTE

Le applicazioni dei vari prodotti dell'albero di Neem sono svariate sia in agricoltura che in medicina. L’incontro è stato incentrato essenzialmente sulle applicazioni in medicina veterinaria ed umana.

Si tratta di un albero, appartenente alla famiglia delle Miliaceae, sempre verde a crescita rapida con chioma arrotondata e foglie di colore verde scuro lanceolate seghettate e può raggiungere i 25 m di altezza. Ha infiorescenze a pannocchia, con fiori piccoli di colore bianco e dal forte profumo. La produzione dei frutti (drupe) inizia tra il 5° e 10° anno. È un albero tipicamente tropicale o sub-tropicale e vive in zone con temperature medie annue comprese fra 21 e 32°C. Cresce bene sia in aree sub-aride che sub-umide.

Dell’albero del neem tutto viene utilizzato: ad esempio, la pianta intera viene usata come frangivento per contrastare la desertificazione e l’erosione del terreno; il legno come combustibile e come materiale per mobilia. Inoltre, grazie alle proprietà biologiche o medicamentose le foglie vengono impiegate come ammendante, fertilizzante, foraggio; i frutti e i semi come biocida, cicatrizzante. In particolare dai semi si estraggono numerosi composti utilizzati nella lotta ai parassiti delle piante, delle derrate e degli animali, nel controllo della fertilità, nella cicatrizzazione di piaghe acute (traumi) e croniche (da diabete, decubito), nel controllo di vettori della malaria, nella cosmesi, nell’igiene dentale.

In commercio esistono preparazioni contenenti derivati del neem, per la cura delle lesioni esterne, oggetto di brevetto Enea, già noto come Mix 557 ed ora disponibile sul mercato con il nome di Hypermix per la veterinaria e Holoil per la medicina umana prodotto da una azienda italiana (Rimos) che ha preso in licenza il brevetto dell’ENEA.

In commercio è disponibile anche Olio di Neem, assolutamente non per uso medicale ma solo per uso esterno come biopesticida o come repellente per gli insetti.

Per saperne di più vedi la presentazione in power point

 

Informazioni generali.

Azadirachta indica

Il nīm, in Italia conosciuto anche come neem, è un albero (Azadirachta indica) della famiglia delle Meliacee, nativo dell'India e della Birmania. È una delle tre specie del genere Azadirachta. Le altre specie sono Azadirachta siamensis (Val) e Azaridachta excelsa (Jack) Jacobs.

Ha numerose proprietà medicamentose tanto che in India lo chiamano "la farmacia del villaggio". Per secoli gli indiani sono ricorsi a questa pianta per curare dolore, febbre e infezioni. All'inizio di ogni anno molti indù ne mangiano qualche foglia. Inoltre si puliscono i denti con i suoi rametti, curano i disturbi della pelle con il succo ricavato dalle foglie e ne bevono l'infuso come tonico.

Negli ultimi anni gli scienziati hanno manifestato crescente interesse per il neem e due decenni di ricerche hanno messo in luce risultati promettenti in così tanti campi che questa oscura specie potrebbe tornare enormemente utile sia ai paesi poveri che a quelli ricchi. Perfino alcuni dei ricercatori più cauti dicono che il neem merita di essere definito una pianta portentosa.

La sua funzione come albero

Il neem, presente nelle regioni tropicali, appartiene alla famiglia del mogano. Raggiunge 30 metri di altezza e circa 2,5 metri di circonferenza. Dato che di rado perde le foglie, fornisce ombra tutto l'anno. Cresce in fretta, richiede poche cure e sopravvive bene nei terreni poveri.

Fu introdotto nell'Africa occidentale all'inizio del XX secolo per fornire ombra e impedire al deserto del Sahara di estendersi a sud. I selvicoltori hanno introdotto questo albero anche nelle Fiji, nelle isole Mauritius, in Arabia Saudita, nell'America centrale e meridionale e nelle isole caraibiche. Negli Stati Uniti ci sono piantagioni sperimentali nelle zone meridionali dell'Arizona, della California e della Florida.

Oltre a fornire ombra tutto l'anno nei Paesi in cui fa molto caldo, questo albero può fornire legna da ardere. Inoltre, il suo legno inattaccabile dalle termiti è utilizzato in edilizia e in falegnameria.

Uso come insetticida

Agli abitanti dell'India è noto da molto tempo che le foglie del neem allontanano gli insetti molesti; per questo mettono foglie di neem nei letti, nei libri, nei recipienti, nelle credenze e negli armadi. Nel 1959, un entomologo tedesco, dopo avere assistito nel Sudan a un'impressionante piaga di locuste durante la quale miliardi di esse divorarono le foglie di tutti gli alberi tranne quelle del neem, si misero a studiare questa pianta con grande impegno.

Gli scienziati hanno appreso da allora che il complicato arsenale chimico del neem è efficace contro oltre 200 specie di insetti come pure contro vari acari, nematodi, funghi, batteri e perfino diversi virus. I ricercatori hanno fatto un esperimento, mettendo in un contenitore foglie di soia insieme a coleotteri giapponesi (Popillia japonica). Metà di ciascuna foglia era stata irrorata con estratto di neem. I coleotteri hanno divorato la metà non irrorata di ogni foglia ma non hanno toccato le parti trattate. Sono morti di fame piuttosto che mangiare anche piccole parti delle foglie trattate.

Esperimenti di questo tipo fanno pensare alla possibilità di produrre un pesticida poco costoso, non tossico e di facile preparazione in alternativa a quelli sintetici.

I prodotti ricavati da questa pianta non uccidono direttamente la maggioranza degli insetti. Questi spray alterano i processi vitali dell'insetto, che alla fine non riesce più a nutrirsi, riprodursi o fare la metamorfosi. Ma anche se i prodotti ricavati dal neem sono efficaci contro gli insetti, non sembra che siano nocivi per gli uccelli, gli animali a sangue caldo e gli esseri umani.

La "farmacia del villaggio"

Il neem può essere utile alle persone anche in altri modi. I semi e le foglie contengono dei composti che hanno rivelato proprietà antisettiche, antivirali e fungicide. Secondo alcuni, potrebbe essere efficace contro le infiammazioni, l'ipertensione e le ulcere. Si dice che medicinali ricavati da estratti del neem combattano il diabete e la malaria. Tra gli altri possibili impieghi benefici vanno annoverati i seguenti:

Una sostanza ricavata da questa pianta, detta salannina, è un forte repellente per certi insetti che pungono. È in commercio un insettifugo contro mosche e zanzare ricavato dall'olio di neem.

Il neem è utile per l'igiene della bocca. Milioni di indiani staccano ogni mattina un rametto di neem, ne masticano l'estremità per ammorbidirla e poi si strofinano i denti e le gengive. Le ricerche indicano che ciò è utile perché le sostanze contenute nella corteccia hanno un forte potere antisettico.

L'olio ricavato dalla pianta è un potente spermicida e si è dimostrato efficace per ridurre la natalità degli animali da laboratorio. Esperimenti effettuati su scimmie fanno pensare che i composti ricavati da questo albero potrebbero anche portare alla produzione di una pillola anticoncezionale per gli uomini

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