Pillola 8. Cibo e coronavirus, paure senza motivo.
Pubblicato Giovedì 02 Aprile 2020 16:17

L’opinione pubblica è preoccupata ed allarmata e tra le paure più diffuse vi è la possibilità di entrare accidentalmente in contatto con il virus.

Uno degli elementi che maneggiamo quotidianamente è il cibo ed è importante diffondere le informazioni delle massime autorità in materia sulla possibile relazione tra cibo e coronavirus.

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) afferma che non ci sono prove che il coronavirus possa essere trasmesso dal cibo. “Le esperienze fatte con precedenti focolai epidemici, riconducibili ai coronavirus, evidenziano che non si è verificata trasmissione tramite il consumo di cibi».

Il Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie (ECDC) sostiene che sia «improbabile che gli alimenti siano una fonte di trasmissione del virus».
Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità riporta che al momento non ci sono evidenze della trasmissione del coronavirus attraverso il cibo ma ha reso disponibili una serie di raccomandazioni precauzionali, come lavarsi sempre le mani prima di cucinare e dopo aver toccato cibi crudi, evitare il consumo di alimenti di origine animale crudi e mantenere delle buone norme igieniche durante la manipolazione dei cibi. Norme che dovremmo seguire sempre, al di là dell’emergenza in atto.

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Pillola 7. E la spesa alimentare cambia !
Pubblicato Martedì 31 Marzo 2020 14:06

Non in modo uniforme ma cambia la spesa alimentare in tutto il paese.

I dati di queste ultime settimane, con la maggior parte degli italiani chiusi in casa, mostrano che la spesa media degli italiani si adatta e modifica profondamente con importanti riflessi sulla filiera.

Secondo i dati Nielsen cresce la spesa alimentare nella grande distribuzione e aumenta in modo vertiginoso la spesa di alcune categorie di prodotto sullo stesso periodo del 2019.

Per il cosiddetto effetto “stock”: farina (+186,5%), uova di gallina (+53,7%), latte UHT (+34,1%), conserve animali (+32,1%), burro (+79,7%), conserve rosse (+50,8%), pasta (+22,6%), riso (+37,9%) ed il parallelo effetto “resto a casa” su cibi pronti e facili da consumare, pizza surgelata (+45,7%), vino (+12,4%), affettati (+28,1%), mozzarelle (+44,6%), wurstel (+44,2%), patatine (+25,7%).

Poco invece sappiamo sui piccoli negozi ed i market locali legati alle filiere agricole locali dei piccoli produttori che sono i primi a dover essere salvaguardati.

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Pillola 6. Floricoltura e Vivaismo: uno stop forzato
Pubblicato Sabato 28 Marzo 2020 18:13

Nessuna cerimonia in questo periodo ! Battesimi, matrimoni, lauree e feste, in accordo con i decreti emergenziali, sono annullati ed il settore dei fiori recisi e delle piante ornamentali ne subisce in modo diretto e drammatico le conseguenze. Il settore florovivaistico, che realizza gran parte del suo fatturato nel periodo primaverile è completamente fermo!

Secondo alcune stime, forniteci dal presidente del Distretto vivaistico ornamentale di Pistoia, il settore floricolo subirà un calo di fatturato sino all’80% mentre quello vivaistico del 50%, numeri che evidenziano la dimensione straordinaria della crisi.

In Floricoltura poi il prodotto invenduto viene gettato via, non si recupera! Mentre per il Vivaismo la gran parte del fatturato è legato alle esportazioni e la chiusura di alcune frontiere ha annullato e rallentato le consegne mentre i trasportatori internazionali si rifiutano di venire in Italia per paura di vedersi bloccato l’automezzo.

Difficile immaginare il futuro di molte imprese florovivaistiche se non a fronte di un sostegno da parte dello stato.

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Pillola 5. Quanto durerà la crisi?
Pubblicato Giovedì 26 Marzo 2020 14:40

E’ presto per dire quando finirà l’emergenza sanitaria, ma è il momento di sottolineare la crisi di alcuni settori agroalimentari, come l’ortofrutta, stretti tra deperibilità dei prodotti, stagione favorevole, mercati rionali serrati, ristoranti chiusi e prezzi in calo.

Quali saranno gli effetti se l’emergenza dura ancora diverse settimane mentre i campi si riempiono di prodotti maturi ed i prezzi diminuiscono? Quali aziende potranno superare questo periodo tra costi inderogabili, mancati guadagni e perdite di prodotto.

Comprare italiano, consumare prodotti freschi aiuta le imprese agricole ed è sicuramente un contributo utile ma non risolve il problema delle piccole e medie aziende agricole poco attrezzate per poter superare l’attuale crisi senza aiuti specifici.

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